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PostHeaderIcon SE NON SI ASSUMONO RESPONSABILITA’ DIRETTE, I GIOVANI IN POLITICA NON CONTERANNO MAI NULLA

Il primo partito in Italia tra gli under 30 è purtroppo quello del non voto, ma questo dato non sorprende più di tanto, visto lo scenario politico (ormai tristemente noto e non solo per il decadimento morale) in cui ci troviamo tutti i giorni a livello nazionale, ma anche locale…Il rapporto Censis 2010 parla di un Paese sempre più apatico, che non crede più a leggi o regole, con giovani inerti, poco fiduciosi nella possibilità di trovare un’occupazione (non più in prevalenza intellettuale), ma anche poco disponibili a trovarne una a qualsiasi condizione; i giovani d’oggi hanno avvertito più degli altri gli effetti della crisi in atto in questi lunghi mesi e sono, infatti, più di 2 milioni e 200 mila gli under 34 che non studiano, non lavorano né cercano lavoro….Ascoltiamo da più parti l’invito ad un maggior impegno dei giovani della politica con lo slogan “serve un ricambio generazionale della classe dirigente”, ma nessuno cerca in realtà di stimolare concretamente il loro impegno, con una comunicazione motivazionale e mirata, forse perché la maggior parte della classe dirigente attuale è più impegnata a garantire gli interessi, più o meno leciti, di chi è già al potere invece di occuparsi dei problemi reali dei cittadini…Non è sufficiente, tuttavia, un semplice avvicendamento di poteri, stabilito su criteri puramente anagrafici, perché il rinnovamento della politica deve passare attraverso il rinnovo di partiti che da meri “comitati elettorali”, guidati da “capi” nazionali e “capetti” locali tornino ad essere quelli previsti dalla nostra Costituzione per “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e così come concepiti con laicità e non laicismo e trasmessi in “devoluzione” da Sturzo e De Gasperi, con la ferma difesa del primato delle istituzioni rispetto agli stessi partiti. Nelle Marche- ed è già questa una fortuna – un amministratore su 4 ha meno di 35 anni, il 24,5 della media regionale, la più alta d’Italia; la new generation politico-amministrativa ha una marcia in più e punta dritto su ambiente, green economy e nuove tecnologie non per romanticismo, ma per sano realismo. Ma tutto ciò non è sufficiente per affermare l’altolà della gerontocrazia in politica, almeno nei suoi aspetti più negativi…Purtroppo cambiano i nomi dei Partiti ma i leader (o presunti tali) rimangono più o meno gli stessi, più della metà dei deputati è almeno cinquantenne e solo un terzo dei parlamentari si impegna (indagine associazione Openpolis), i professori universitari sono tra i più vecchi dell’Europa e la classe imprenditoriale pure… Leggi il resto di questo articolo »